Villains: per un cattivo che verrà

Questa è la storia di un Cattivo.

Oh, l’autrice vi dirà che no, Micheletto non era cattivo. Micheletto era vittima delle circostanze. Era lui, la vittima.

Balle. Non credetele perché qui si narra la triste Storia di Michele Corella, sicario e mastino del Duca Valentino, che fa dell’omicidio il suo mestiere e del suo padrone la sua vera ed unica ragione di vita. Malvagio, perfido, crudele dico io. Inoltre aggiungo (da brava forlivese) “sporco invasore e marrano”.

Ma c’è forse qualcosa di meglio della storia di un Cattivo da raccontare? C’è qualcosa di meglio da leggere? Fateci caso. La vera Star è sempre il Villain. Sempre. A qualcuno interessa qualcosa del lagnoso Luke Skywalker contadinello spaziale? Vi leggereste un libro di trecento pagine sulle gesta dell’avvocatucolo Jonathan Harker e le meraviglie delle svolture testamentarie di Carfax Abbey? E quanto rompe i cosiddetti il Dottor Frankenstein che fa bel bello esperimenti innocui nel suo laboratorio con le rane morte?

Ci vuole il Cattivo! E che sia bello! Che sia tormentato! Che sia crudele! Che ci getti nella disperazione, ma oh, ci faccia battere il cuore! Che soffra, ma soprattutto faccia soffrire. Che perseguiti, distrugga, molesti, rompa le uova nel paniere. Noi lo ameremo per questo e quando avrà finito gliene chiederemo ancora e ancora.

Allora eccoci ad attendere Michele Corella, sicario umanista. Lo ameremo e ci struggeremo per lui. E quando i Buoni saranno del tutto dimenticati, ancora cercheremo LUI, umano ma spietato, bellissimo ma soprattutto ‘Cattivo’.

Ti aspetto.

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