Recensione ‘psicologica’ di Alessandra Carioti

Recensione ‘psicologica’ di Alessandra Carioti

Una recensione che è, più che altro, uno studio psicologico di Cesare e Michele.
Che dire?
Non mi è capitato spesso di trovare qualcuno che si sia preso la briga di psicanalizzare un mio personaggio. In questo caso due!

Ringrazio Alessandra Carioti per aver letto e preso così a cuore la vicenda di Micheletto!

“Michele Corella, un personaggio tanto complesso quanto semplice. Ha deciso di sacrificare la sua vita, di donarla alla realizzazione del sogno dell’amico suo più caro: Cesare Borgia, figlio illegittimo di Rodrigo Borgia, in cui risiede la più alta forma di fedeltà, di lealtà, di amicizia di Michele.
Michele Corella, che del suo amico ha fatto il suo signore, per fedeltà decide di seguirlo incondizionatamente, di essere sempre e per sempre al suo fianco, supportandolo in ogni modo possibile e in ogni decisione. Sulla scacchiera del potere, nulla è dato al caso: ogni scelta è studiata nei minimi dettagli, con subdola astuzia. Complotti, scelte determinanti, tutto viene architettato per garantire, mantenere e/o ampliare il potere di quegli uomini che usano gli uomini come se fossero pedine, a loro vantaggio, non importa che essi siano sconosciuti, amici o parenti.
Il rapporto che intercorre tra i giovani Michele e Cesare, porta il lettore a chiedersi come possa esistere la lealtà e la scelta di Michele, di seguire Cesare, spingersi fino al limite dell’umana comprensione. Osservando con l’ottica di Michele Corella, la percezione stessa che si ha del giovane Cesare Borgia, cambia: se dapprima lo si poteva odiare, in un secondo momento ci si chiede, quasi in automatico, come mai Michele che è una persona di grande intelligenza, non si opponga davvero a certe situazioni, a certi gesti, che il suo amico gli impone.
Continuando con la lettura, si capisce come i due, abbiano praticamente deciso di vivere come se fossero una sola persona, anche se ciò non era fattibile, dato che comunque erano due persone distinte. Eppure ha funzionato per anni, solo perché Michele si è annullato per assumere e fare sua la figura di un “Cesare Borgia” che non sarebbe stata ammessa, se fosse stato il vero Cesare. Un po’ come uno psicopatico, che davanti agli altri, pare una persona normalissima, ma che ha un lato che non può mostrare. I complotti a quel tempo erano all’ordine del giorno, figurarsi, come poteva essere altrimenti? Le figure potenti, non potevano permettersi di sporcarsi direttamente le mani per simili cose, soprattutto se si era un cardinale e figlio di un Papa, come il nostro Cesare Borgia, ed è per tale motivo che ha una logica perversa che facesse compiere al suo miglior amico, delitti che neanche Michele stesso si sentiva di compiere, ma che portava a termine comunque.
Cesare, durante un incontro, pronuncia queste parole “Lui vive la vita che io ho scelto per lui. Combatte le battaglie che io gli ordino di combattere, odia ciò che io gli dico di odiare e a volte ama anche le donne che io amo, o che gli consento di amare…”
Quindi, era come se lui volesse far vivere a Michele, per quanto possibile, la propria vita.
Cesare poi, si confidava solo con Michele sulle sue vere intenzioni e piani, era come se si guardasse ad uno specchio, e a quel riflesso facesse fare le cose di cui non era possibile si assumesse la colpa. Riguardando tutto sotto la prospettiva di ciò che abbiamo detto fin’ora, di come siano i due quasi un’unica esistenza, ora è quasi inquietante come Michele e Cesare, avessero in comune gusti e interessi. Lì per lì sembra normale, che due amici avessero cose in comune, ma dopo quello che abbiamo detto, è quasi inquietante, perché ciò non fa che far scomparire ancora di più la figura di Michele, che diventa ancora di più un’altra “versione” di Cesare.
In questa storia dunque, anche gli aspetti più innocui, assumono un valore molto più profondo e complesso, che intreccia in maniera più indissolubile le vite di Michele Corella e Cesare Borgia.

Alessandra Carioti”

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Dal sito Thriller storici e dintorni

Fin dai primi capitoli si capisce subito che il romanzo è il frutto di uno studio e una ricerca accurata, non solo dei fatti storici, ma anche delle parole, un lavoro certosino che denota un particolare amore per la parola scritta che riesce ad evocare emozioni nel lettore. La storia dei Borgia viene raccontata attraverso gli occhi di Michele Corella il sicario – umanista, l’anima nera di Cesare Borgia.

I due protagonisti sono legati da un’indissolubile amore fraterno che spinge Corella a vivere nell’ombra gravitando attorno al suo sole, Cesare.

Il ritratto di Cesare che dà l’autrice è lo stesso che mi sono prefigurata attraverso gli innumerevoli libri letti: orgoglioso, combattivo, arrogante, impavido, fiero, ambizioso e irascibile, amante delle belle donne e del gozzovigliare. Inutilmente Corella cerca di mitigare il suo carattere impetuoso ma “c’è troppa poca vita in una vita per Cesare Borgia”

Corella 2

Ho trovato bellissimo il passaggio dove, in una delle tante feste in Vaticano, i personaggi si trovano a banchettare e disquisire sulla primavera del Botticelli assegnandosi dei ruoli nell’allegoria: festini e banchetti “che degeneravano inevitabilmente in orge”.

La scrittura dell’autrice riesce a rendere vivide le immagini.

Ho pianto per la morte di Alfonso D’Aragona per mano di Michele, nonostante conoscessi la storia, attraverso i libri letti, ed abbia vissuto varie volte la sua morte, questa mi ha particolarmente colpita: Alfonso è sofferente sul letto quando vede entrare Corella nella stanza, capisce subito l’ineluttabile destino che lo attende e con dolcissime parole, egli non si rammarica per la sua sorte, ma si duole di non poter prendere commiato dalla sua amata sposa.

corella 3Sullo sfondo della storia gravitano le vicende dell’angelica Lucrezia, della prorompente Sancha e dell’indomita Caterina di cui Corella si innamora, una licenza dell’autrice resa con molta sensualità.

Caterina Riario Sforza dava voce e forma al desiderio della carne. Era l’anelito dell’anima che si confondeva per un istante, nell’oblio dei sensi, nella comunione con un altro essere che si percepisce come pari e complementare.”

Sulla vita di Michele Corella si sa poco o nulla, anche la sua morte è ancora avvolta nel mistero, ma Federica Soprani riesce a farlo rivivere magistralmente nel suo romanzo.

Ho amato il suo Corella, una sublime lettura.

CorellaCopertina flessibile: 232 pagine

Editore: Mondoscrittura (1 gennaio 2013)

Collana: La macchina del tempo

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8897960030

ISBN-13: 978-8897960034

Les Borgia ou le sang doré

Les Borgia ou le sang doré

fonte

Miniserie in tre episodi di 90 minuti l’uno, 1977

1492, Rome. Le Cardinal Rodrigo Borgia est élu Pape, et devient Alexandre VI. Avant de servir Dieu, il s’occupe des siens. César et Lucrèce, séparés enfants car unis par une affection troublante, se retrouvent avec passion. Instruments de leur père, la sublime Lucrèce doit épouser le Comte Sforza, et l’ambitieux César sera, contre son gré, Cardinal. La puissance des Borgia attise les jalousies. Alliances, trahisons, poison, meurtres et guerres sont les stratagèmes des Borgia pour règner sans partage…

Cesare Borgia Uccise (Anche) suo Fratello Giovanni?

Cesare Borgia Uccise (Anche) suo Fratello Giovanni?

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In una calda serata di Giugno del 1497, dopo una lauta cena, Giovanni (Juan) Borgia, figlio illegittimo di papa Alessandro VI e della sua storica amante Vannozza Cattanei, sparì nel nulla, procurando non poca preoccupazione in ambito familiare (i nemici dei Borgia neppure si contavano più).

La preoccupazione lasciò il posto alla più cupa disperazione quando, pochi giorni dopo, il corpo del giovane, oltraggiato da numerosi colpi di coltello, riemerse dalle acque del Tevere.

L’ipotesi dell’omicidio a scopo di rapina, una pratica all’ordine del giorno nella Roma dell’epoca, venne immediatamente scartata, in quanto Giovanni era stato ritrovato abbigliato di tutto punto e, soprattutto, con indosso molte monete d’oro, un bottino troppo appetibile perché un qualsiasi avventuriero potesse rinunciarvi.

E allora, chi aveva ucciso il ragazzo?

Alessandro, sinceramente disperato per la perdita del figlio, non si dava pace e tentava in ogni modo di trovare il colpevole, ma senza giungere a nulla.

Ma forse doveva solo guardarsi intorno.

A poche ore dal recupero del corpo di Juan, in città iniziarono a circolare voci, neanche tanto velate, che a commettere l’efferato crimine fosse stato Cesare, un uomo talmente avvezzo a violenze e bassezze di ogni tipo, da essere ormai considerato l’ideatore e l’artefice primo di qualsiasi scelleratezza venisse compiuta nella capitale.

Né ci si sbagliava di molto, perché Cesare era effettivamente una persona amorale e spietata, ma al punto da volere la morte del suo stesso fratello?

Non è improbabile, anche in virtù del rapporto ben più che semplicemente conflittuale o competitivo che era sempre intercorso tra i due.

Cesare aveva sempre provato un insano rancore e una gelosia ai limiti della paranoia nei confronti del fratello Giovanni, di cui mal sopportava che, in quanto primogenito, fosse quello destinato all’onore delle armi e al potere temporale, mentre lui avrebbe dovuto accontentarsi di una assai più noiosa carriera ecclesiatica; inoltre Cesare considerava il fratello maggiore un inetto baciato dalla fortuna, un incapace cui il destino benevolo aveva riservato immeritati onori, gli stessi che sentiva di meritare per sé ma che non avrebbe mai potuto avere.

Invece improvvisamente Juan morì e ciò rese possibile a Cesare la tanto agognata carriera politica e militare.

Se è vero che a distanza di secoli l’omicidio di Giovanni Borgia resta un mistero poiché il colpevole non venne mai scoperto, è altrettanto probabile che egli fosse molto più vicino ad Alessandro VI di quanto il papa stesso immaginasse.