Mona Lisa revealed as adventurous beauty

Mona Lisa revealed as adventurous beauty

The art world’s most famous face – Mona Lisa – may have belonged to a promiscuous courtesan who was nicknamed “the Tigress”, according to a decade of research by a leading art historian.

The true identity of the model for Leonardo da Vinci’s painting – produced between 1500 and 1506 – has puzzled art historians for years but now experts are convinced that new research presented by Leverkusen-based Magdalena Soest has lifted the lid on her shady past.

Ms Soest believes that Mona Lisa was in fact the Duchess of Forli and Imola, born Caterina Sforza, and has unearthed a contemporary picture painted in 1487 by Italian artist Lorenzo di Credi to prove it.

The German daily newspaper Bild Zeitung published a montage of the two portraits yesterday – revealing striking similarities. In the earlier picture the countess was 25 and not yet as famous as when Da Vinci later painted her around the age of 40. But the proud pose, the position of the arms and the enigmatic smile is clearly evident in both.

Ms Soest is also reported to have done detailed studies of the nose, hair, lips and cheek structure in order to arrive at her conclusion.

Caterina Sforza was born in 1462, the illegitimate daughter of Galeazzo Maria Sforza, the Duke of Milan, and the wife of one of his followers. She grew up to be a legendary beauty and was celebrated for her courage.

Together with her first husband Girolamo Riaria she led their troops in storming one of Rome’s greatest citadels, the Castel Sant’Angelo, in a bid to install their candidate as the Pope when Sixtus IV died in 1484.

In all, she married three times, had 11 children and countless lovers, but she was brought down in 1499 when she was imprisoned for a year by the Borgias for her plot to poison Pope Alexander VI. Her cities were seized by the infamous family and she retired to Florence, where she died in 1509, aged 46.

Art historians had previously believed that Da Vinci’s sitter was a young Florentine woman who married Francesco del Giocondo in 1495 and thus came to be known as La Gioconda. Other theories suggested she was a transvestite, a prostitute or even Da Vinci himself in drag.

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Caterina Sforza, la guerriera-alchimista

Caterina Sforza, la guerriera-alchimista

Tra le grandi donne del Rinascimento italiano, Caterina Sforza Riario ha più di un motivo per primeggiare: esercitò anche lei un’influenza politica ma, a differenza delle altre, lo fece anche con le armi, riuscendo in più occasioni a conseguire importanti risultati. Come, ad esempio, quando volle vendicare la morte dei suoi primi due mariti o quando si impossessò di Castel Sant’Angelo, nell’agosto 1484, alla morte di Papa Sisto IV. Caterina aveva solo 21 anni in quei giorni ed era la moglie del signore di Imola e Forlì. Di anni ne vivrà complessivamente solo 46 ma li fece “fruttare” al massimo: tre matrimoni, sette figli, scontri e battaglie e un “hobby” : l’erboristeria, la medicina naturale e i trattamenti di bellezza. Le oltre 400 sue ricette, frutto di ricerche personali anche di alchimia, sono arrivate fino a noi. Insomma, una donna che seppe unire doti “virili” ad un indole molto femminile. Del resto la sua proverbiale bellezza contribuì al suo mito mentre era ancora in vita. Ma, in almeno in un’occasione, fu causa della più brutta delle esperienze: alcuni giorni in balia del feroce duca Valentino, Cesare Borgia, all’indomani della caduta della sua Forlì. Nella sua vicenda si intrecciano i protagonisti della fine del ‘400: gli Sforza (era figlia illegittima del duca di Milano Galeazzo Maria e Ludovico Il Moro era suo zio paterno), i Riario (la famiglia di Sisto IV), i Borgia (con cui fu sempre in frizione, sia con il Papa Alessandro VI che col figlio Cesare) e i Medici (il suo terzo marito fu Giovanni Il Popolano, cugino del Magnifico: dalla coppia sarebbe nato Giovanni dalle Bande nere, il maggior capitano di ventura del Cinquecento e capostipite del ramo dei duchi e granduchi di Toscana).

 

Presentazione Victorian Solstice

Presentazione Victorian Solstice

Sabato 6 giugno 2015
presso Libreria Ubik, Via Oberdan 4/c Parma

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Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo degli Abissi, passando per il rutilante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.

Rimedi di bellezza di Caterina Sforza

Rimedi di bellezza di Caterina Sforza

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Gli scrittori del rinascimento raccontano che Caterina Sforza avesse superato per fama, ogni altra donna del suo tempo:  era una donna tenace, determinata, molto versatile, si occupava di erboristeria, di medicina, di cosmetica e d’alchimia. Caterina Sforza era anche una donna di incredibile bellezza che spendeva tempo e denaro per preservarle e nessun consiglio veniva tralasciato indipendente da dove arrivasse:  antiche ricette orientali, rimedi popolari, miscele che arrivavano da oscuri monasteri che lei cercava con estrema tenacia non esistendo all’epoca cosmetici già pronti.

Le sue ricette sono state tramandate in un libro “Experimenti della excellentissima signora Caterina da Forlì” composto da quattrocentosettantuno rimedi curativi e di bellezza del viso e del corpo con indicazioni per la preparazione di pomate, unguenti, miscele, acqua che Caterina preparava con l’aiuto degli speziali di corte. Questi rimedi sono dei veri e propri esperimenti con i quali Caterina Sforza si dilettava e sperimentava su se stessa.

– Per sbiancare e guarire il viso arso dal sole (per far la faccia bianchissima et bella et colorita)
All’epoca di Caterina Sforza, una prerogativa della bellezza era avere una carnagione chiarissima pertanto Caterina inventò un impacco adatto allo scopo mescolare dello zucchero con del bianco d’uovo e acqua di bryonia (Bryonia dioica, n.d.r.). Con questo miscuglio ci si deve bagnare il viso.
Con questa ricetta spariscono i rossori, la pelle tesa e la desquamazione che accompagna le scottature solari.

– Acqua per far crescere i capelli (per far crescere li capelli)
Questa ricetta di Caterina Sforza è raccomandata per far diventare i capelli lunghi. E’ molto semplice. Si prepara un semplice decotto con una manciata di malva, del trifoglio, del prezzemolo e con questo decotto si fanno diversi lavaggi.
Semplice, da provare per la bellezza e la cura dei capelli di tutte le donne.

– Ricetta per far diventare i capelli biondi e belli (per far li capelli biondi de colore de oro)
Questa ricetta di bellezza di Caterina Sforza per far diventare i “capelli biondi et belli” consiste nel far bollire delle foglie di edera e cenere ricavata dai gambi della stessa pianta.
Dopo che avrà bollito, si dovrà filtrare “et con quella acqua lavati il capo et farai li capelli belli e biondi”.
Caterina però, per rendere la ricetta ancora più sicura raccomanda a tutte le donne di mettere nel decotto anche tre pezzettini di radice di rabarbaro che si lasciano in infusione per un giorno intero. Dopo di che si inzuppa un panno e con esso si avvolge il capo “et lassato stare sino a che sia quasi asciutto et senza dubbio verranuo rilucenti come oro”.

– Ricetta per far diventare i denti bianchi e lucenti
Questa ricetta di bellezza Caterina Sforza è un po’ insolita ma molto semplice da realizzare. Prendi dei grossi gambi di rosmarino e falli abbruciare sin che diventino cenere. Metti detta cenere in una piccola pignatta con qualche foglia di rosmarino acciocchè ne prenda l’odore. Con detta cenere sfrega spesso li denti con una pezza di lino.
Per completare l’efficacia della cenere di rosmarino “et fermare li denti e le gengive, dopo averli sfregati con la cenere lavali con bono vino”.
Ogni uomo ed ogni donna sarà sorpreso dall’efficacia di questa semplice ricetta.

– Ricetta per far profumare l’alito
Caterina Sforza, per avere un alito profumato, consigliava questa ricetta
Ingredienti
– scorza di cedro
– noce moscata
– chiodi di garofano
– cannella
Preparazione
Polverizzare il tutto ed impastarlo con del vino “et fanne pallottole et pigliane ante ed cibo et de poi el cibo”.

Le ultime righe della ricetta raccomandano di non mangiare aglio o cipolla per qualche giorno “et vederai et sentirai miracoli”.

– Ricetta per avere la pelle delle mani bianca e morbida (per far le mani bianche et belle tanto che pareranno de avorio)
Caterina Sforza, non poteva dimenticare la cura delle mani. Ecco una ricetta molto semplice da realizzare e di sicura efficacia per il benessere e la bellezza delle mani di ogni donna:
“Dai a lungo bollore ad acqua e crusca di grano finchè la mescolanza un poco si addensi. Poscia fai colar l’acqua e ancora calda metti in essa un pomo (una mela n.d.r.) tagliato in tocchi e quando essa acqua sarà fredda lavatene le mani che resteranno bianche e morbide ed belle vedersi”.

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What Was in “Cantarella,” The Borgia’s Famous Poison?

What Was in “Cantarella,” The Borgia’s Famous Poison?

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If you wanted to be Pope (or stay Pope) in the 1400s, there was only one way to do it. Cantarella was the poison of choice for the Borgia family. But what was in the deadly poison? And why has it become infamous?

In 1503, Pope Alexander VI had a bit of a problem with the Venetian cardinal. How lucky for him that the cardinal soon died of violent diarrhea and vomiting. Alexander had his personal troops ride out to the estate of the late cardinal, collect 150,000 ducats, and drop off nine new cardinals to replace him. In this way, the Pope received not only money from the death, but an opportunity to pack the local cardinals with people loyal to himself.

The year 1503 was the last year of Pope Alexander VI’s life, and so the Venetian cardinal’s death was the end of a long series of happy coincidences for him. Many times people who opposed him, or were just in his way, seemed to drop down dead. The Pope maintained this was coincidence. Others maintained that it was cantarella, a poison favored by the Pope’s family, the Borgias. So often did they have need of this poison that it was said that the Pope’s son, Cesare Borgia, kept a little supply of it in his ring.

What Was in "Cantarella," The Borgia's Famous Poison?

What was cantarella? Many people have speculated over the years. Some people think that the name implies it was cantharidin, a powder derived from blister beetles that causes blisters to form through severe chemical burns. Most historians believe that it was a compound of arsenic. Arsenic poison, if dosed right, didn’t kill instantly. Its victim got sicker and sicker, over a number of months. Arsenic disrupts the cell’s energy cycle, causing cells to die. They die in such a way that the nearby phagocytes cannot and do not ingest the cell, meaning that it does not get cleared away and becomes dead, foreign material inside the body. In practice, this means weakness, confusion, vomiting, diarrhea, and intestinal pain. These symptoms, at the time of the Borgias, could be any one of a dozen illnesses.

The skill in using arsenic isn’t just causing death. Arsenic was a well-known rat poison even in the 1400s. The skill was in mixing and diluting the compound just enough that the poisoning wasn’t immediate and obvious. One rumor regarding the Borgias indicates they used a compound that would have killed people even if the arsenic wasn’t in it. Supposedly they slaughtered and disemboweled pigs, tore out their entrails, sprinkled the entrails with arsenic, and let them sit there. After some time, they squeezed the “semi-putrid” stuff from the mess, and made that into cantarella.

It was common to suspend arsenic in animal or vegetable oils, so it’s not an unbelievable story. It does explain why they felt the need to give the stuff such an excessively mellifluous name. “We poison people with rotten pig juice,” isn’t something a Pope should say.

[Via The Borgias, The Ubiquitous Poison, Tasting the Cup of the Borgia.]