Commovente tragedia dei vinti raccontata da una maestra della parola

Commovente tragedia dei vinti raccontata da una maestra della parola

il 3 aprile 2018
Fermo restando che io sono, per mia natura, una lettrice incontentabile, “Corella, l’ombra del Borgia” è in assoluto il miglior romanzo che io abbia letto negli ultimi anni. Lo stile di Federica Soprani, ricercato e barocco, ben si presta a raccontare la parabola discendente del grande vinto della Storia, Cesare Borgia, visto con gli occhi dell’uomo che – per propria volontà – ha passato la vita ad inseguire una chimera non sua, venendo presto dimenticato nei meandri del tempo. La grande forza di questo romanzo è quella di rendere finalmente (!!!) giustizia a non uno, ma due, dei personaggi più bistrattati dalla memorialistica (storica o romanzata) rendendoli meritevoli di una compassione che raramente filtra in altre opere ambientate nella stessa epoca. Michele, sicario e umanista, diventa così una figura estremamente umana, un personaggio cosciente di sé stesso, ma che sacrifica la propria anima in favore di Cesare, al quale è legato da profondo affetto malgrado le nefandezze che si costringe a compiere nel suo nome.
Impossible non commuoversi di fronte alla vita di un uomo che pochi ricordano, ma che il mondo merita di conoscere… soprattutto quando sostenuto da una scrittura così magistrale.
Recensione ‘psicologica’ di Alessandra Carioti

Recensione ‘psicologica’ di Alessandra Carioti

Una recensione che è, più che altro, uno studio psicologico di Cesare e Michele.
Che dire?
Non mi è capitato spesso di trovare qualcuno che si sia preso la briga di psicanalizzare un mio personaggio. In questo caso due!

Ringrazio Alessandra Carioti per aver letto e preso così a cuore la vicenda di Micheletto!

“Michele Corella, un personaggio tanto complesso quanto semplice. Ha deciso di sacrificare la sua vita, di donarla alla realizzazione del sogno dell’amico suo più caro: Cesare Borgia, figlio illegittimo di Rodrigo Borgia, in cui risiede la più alta forma di fedeltà, di lealtà, di amicizia di Michele.
Michele Corella, che del suo amico ha fatto il suo signore, per fedeltà decide di seguirlo incondizionatamente, di essere sempre e per sempre al suo fianco, supportandolo in ogni modo possibile e in ogni decisione. Sulla scacchiera del potere, nulla è dato al caso: ogni scelta è studiata nei minimi dettagli, con subdola astuzia. Complotti, scelte determinanti, tutto viene architettato per garantire, mantenere e/o ampliare il potere di quegli uomini che usano gli uomini come se fossero pedine, a loro vantaggio, non importa che essi siano sconosciuti, amici o parenti.
Il rapporto che intercorre tra i giovani Michele e Cesare, porta il lettore a chiedersi come possa esistere la lealtà e la scelta di Michele, di seguire Cesare, spingersi fino al limite dell’umana comprensione. Osservando con l’ottica di Michele Corella, la percezione stessa che si ha del giovane Cesare Borgia, cambia: se dapprima lo si poteva odiare, in un secondo momento ci si chiede, quasi in automatico, come mai Michele che è una persona di grande intelligenza, non si opponga davvero a certe situazioni, a certi gesti, che il suo amico gli impone.
Continuando con la lettura, si capisce come i due, abbiano praticamente deciso di vivere come se fossero una sola persona, anche se ciò non era fattibile, dato che comunque erano due persone distinte. Eppure ha funzionato per anni, solo perché Michele si è annullato per assumere e fare sua la figura di un “Cesare Borgia” che non sarebbe stata ammessa, se fosse stato il vero Cesare. Un po’ come uno psicopatico, che davanti agli altri, pare una persona normalissima, ma che ha un lato che non può mostrare. I complotti a quel tempo erano all’ordine del giorno, figurarsi, come poteva essere altrimenti? Le figure potenti, non potevano permettersi di sporcarsi direttamente le mani per simili cose, soprattutto se si era un cardinale e figlio di un Papa, come il nostro Cesare Borgia, ed è per tale motivo che ha una logica perversa che facesse compiere al suo miglior amico, delitti che neanche Michele stesso si sentiva di compiere, ma che portava a termine comunque.
Cesare, durante un incontro, pronuncia queste parole “Lui vive la vita che io ho scelto per lui. Combatte le battaglie che io gli ordino di combattere, odia ciò che io gli dico di odiare e a volte ama anche le donne che io amo, o che gli consento di amare…”
Quindi, era come se lui volesse far vivere a Michele, per quanto possibile, la propria vita.
Cesare poi, si confidava solo con Michele sulle sue vere intenzioni e piani, era come se si guardasse ad uno specchio, e a quel riflesso facesse fare le cose di cui non era possibile si assumesse la colpa. Riguardando tutto sotto la prospettiva di ciò che abbiamo detto fin’ora, di come siano i due quasi un’unica esistenza, ora è quasi inquietante come Michele e Cesare, avessero in comune gusti e interessi. Lì per lì sembra normale, che due amici avessero cose in comune, ma dopo quello che abbiamo detto, è quasi inquietante, perché ciò non fa che far scomparire ancora di più la figura di Michele, che diventa ancora di più un’altra “versione” di Cesare.
In questa storia dunque, anche gli aspetti più innocui, assumono un valore molto più profondo e complesso, che intreccia in maniera più indissolubile le vite di Michele Corella e Cesare Borgia.

Alessandra Carioti”

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Dal sito Thriller storici e dintorni

Fin dai primi capitoli si capisce subito che il romanzo è il frutto di uno studio e una ricerca accurata, non solo dei fatti storici, ma anche delle parole, un lavoro certosino che denota un particolare amore per la parola scritta che riesce ad evocare emozioni nel lettore. La storia dei Borgia viene raccontata attraverso gli occhi di Michele Corella il sicario – umanista, l’anima nera di Cesare Borgia.

I due protagonisti sono legati da un’indissolubile amore fraterno che spinge Corella a vivere nell’ombra gravitando attorno al suo sole, Cesare.

Il ritratto di Cesare che dà l’autrice è lo stesso che mi sono prefigurata attraverso gli innumerevoli libri letti: orgoglioso, combattivo, arrogante, impavido, fiero, ambizioso e irascibile, amante delle belle donne e del gozzovigliare. Inutilmente Corella cerca di mitigare il suo carattere impetuoso ma “c’è troppa poca vita in una vita per Cesare Borgia”

Corella 2

Ho trovato bellissimo il passaggio dove, in una delle tante feste in Vaticano, i personaggi si trovano a banchettare e disquisire sulla primavera del Botticelli assegnandosi dei ruoli nell’allegoria: festini e banchetti “che degeneravano inevitabilmente in orge”.

La scrittura dell’autrice riesce a rendere vivide le immagini.

Ho pianto per la morte di Alfonso D’Aragona per mano di Michele, nonostante conoscessi la storia, attraverso i libri letti, ed abbia vissuto varie volte la sua morte, questa mi ha particolarmente colpita: Alfonso è sofferente sul letto quando vede entrare Corella nella stanza, capisce subito l’ineluttabile destino che lo attende e con dolcissime parole, egli non si rammarica per la sua sorte, ma si duole di non poter prendere commiato dalla sua amata sposa.

corella 3Sullo sfondo della storia gravitano le vicende dell’angelica Lucrezia, della prorompente Sancha e dell’indomita Caterina di cui Corella si innamora, una licenza dell’autrice resa con molta sensualità.

Caterina Riario Sforza dava voce e forma al desiderio della carne. Era l’anelito dell’anima che si confondeva per un istante, nell’oblio dei sensi, nella comunione con un altro essere che si percepisce come pari e complementare.”

Sulla vita di Michele Corella si sa poco o nulla, anche la sua morte è ancora avvolta nel mistero, ma Federica Soprani riesce a farlo rivivere magistralmente nel suo romanzo.

Ho amato il suo Corella, una sublime lettura.

CorellaCopertina flessibile: 232 pagine

Editore: Mondoscrittura (1 gennaio 2013)

Collana: La macchina del tempo

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8897960030

ISBN-13: 978-8897960034

Recensioni di Kitty e Rick su Amazon

Recensioni di Kitty e Rick su Amazon

5.0 su 5 stelle Consigliato., 20 agosto 2014
Questa recensione è su: Corella, l’ombra del Borgia (Formato Kindle)
Un romanzo storico interessante che riesce ad appassionare fino all’ultima pagina. Lo consiglio assolutamente a chi ama i romanzi storici.
5.0 su 5 stelle Non il solito eroe. Davvero ben scritto, 11 agosto 2014
Questa recensione è su: Corella, l’ombra del Borgia (Formato Kindle)
Un personaggio che si fa amare sin da subito, pur nelle sue efferate azioni e nella sua sudditanza con il Borgia.
Scritto molto bene, dipinge un mondo passato coinvolgendo sia per i richiami del mondo di allora sia per i sentimenti e pensieri di uomini semplici ma speciali.
Sono rimasto davvero entusiasta
Recensione di Paola Naldi su Ragazze di Mezza stagione

Recensione di Paola Naldi su Ragazze di Mezza stagione

fonte

Per chi ama i romanzi storici: il sicario dei Borgia…

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“Corella, l’ombra del Borgia” è un romanzo storico scritto con estrema cura e maestria, che racconta la storia di Michelotto, conosciuto come il sicario al servizio di Cesare Borgia e del Papa Alessandro VI. La Soprani ci dà un quadro inedito del personaggio, spregevole assassino, ma anche fine umanista, poeta, amico fedelissimo, che al Borgia sacrifica tutto, sentimenti compresi. Il Borgia è il comprimario della vicenda ed è lui, che insegue un sogno inafferrabile, a condizionare la vita dell’amico. Intorno ruotano altri personaggi magistralmente descritti: Lucrezia Borgia, Caterina Riario Sforza, Sancha, Alfonso d’Aragona…Tutto inizia nel 1505, in una cupa prigione di Castel Sant’Angelo, dove Nicolò Machiavelli visita un prigioniero devastato dalle torture, Michele Corella. In un flashback continuo il Corella rivive tredici anni di storia fatta di guerre, intrighi, matrimoni, delitti, amori…Alla fine, morto il Borgia, Michelotto deve fare i conti con se stesso e con la propria vita, ricercandone il senso. Ci sono descrizioni che sembrano poesie e un approfondimento dei caratteri, che ci fa entrare nell’intimo di personalità complesse e sofferte. È uno dei più bei libri che mi sia capitato di leggere in questi ultimi tempi. Uscito nel settembre 2013, questo romanzo ha vinto il Premio Letterario Mondoscrittura.

…Michele lo sapeva, lo aveva sempre saputo, dal giorno in cui aveva pronunciato quel giuramento di fanciullo. Non avrebbe permesso che le anime di Cesare e dei suoi venissero toccate,  finché fosse bastato immolare la sua in sacrificio…Michele  aveva seguito fino a quel punto l’uomo che gli stava davanti perché aveva creduto in lui, aveva creduto nel suo sogno. E ci credeva ancora, al punto che quei sogni erano diventati per lui la sola cosa che valesse la pena proteggere, nonostante tutto, contro tutto. era la morte e morte sia…

…Ecco le mani del santo e del peccatore, del letterato e dell’assassino… mani che sanno infondere la vita a un’informe palla di creta, che sanno vergare sulla carta gli accenti dell’anima stessa, e che al contempo con la medesima facilità possono spezzare, recidere, stritolare. Credi fosse questo che aveva in mente Dio? Credi fosse questo il suo piano? Ci ha fatti simili agli angeli, ma con la possibilità di scegliere se appartenere al cielo o all’inferno….

….Cesare Borgia cammina sui sogni» affermò Ramiro De Lorqua, alzando lo sguardo verso il cielo serotino.Milano festeggiava i suoi nuovi signori con un’altra notte di baldoria, preferendo concedere con generosità e buona grazia ciò che, altrimenti, sarebbe stato comunque strappato con la rapina, il saccheggio e lo stupro. Michele non si volse a guardarlo, appoggiato alla pietra fredda del balcone. Il banchetto troppo opulento, il vino troppo abbondante lo avevano costretto ad allontanarsi dalla sala gremita in cerca di refrigerio. Dalle finestre aperte, i rumori della festa li raggiungevano, la musica chiassosa, le risate acute delle donne. Un senso di eccesso, di forzata vitalità, dominava ogni giorno, ogni notte dal loro arrivo in quella città.«Mi chiedo quanto a lungo essi lo sosterranno» continuò Ramiro, rilasciando le braccia e ponendosi alla stessa altezza di Michele. Appariva invecchiato, tuttavia sempre uguale a se stesso, con quella sua aria da uomo tra i ragazzi che lo aveva sempre contraddistinto. La fronte già alta si era ulteriormente ampliata in un’incipiente calvizie, e il volto affilato, illuminato dai chiari occhi azzurri, appariva stanco, scavato.«Auguriamoci che lo sostengano ancora per un po’, o precipiteremo tutti appresso a lui» rispose Michele con forzata allegria, e in un’unica sorsata vuotò la coppa che teneva in mano…

 

Recensione di Letizia Loi su Goodreads

Recensione di Letizia Loi su Goodreads

Read in July 2014

I romanzi storici sono un mio debole, ma sono anche molto selettiva a riguardo: se mi rendo conto che non c’è stata alcuna ricerca dietro (soprattutto quando sono incentrati su persone realmente esistite e non su personaggi di fantasia), che lo stile di scrittura è completamente inadeguato all’epoca o viceversa troppo pedante, li metto da parte. Con Corella il pensiero di metterlo via non mi è nemmeno passato dall’anticamera del cervello. E’ un romanzo scritto con estrema cura e maestria, in uno stile scorrevole e accattivante che cattura fin dalle prime righe. Ho avuto il piacere di leggere e perfino scrivere con l’autrice, Federica Soprani, che reputo una donna straordinaria aldilà del suo innegabile talento, ma penso che qui abbia dato davvero il meglio di sé. Corella: L’ombra dei Borgia racconta la storia di Micheletto, conosciuto quasi esclusivamente per essere stato l’assassino al soldo di Cesare Borgia, lo “sgherro” suo e di suo padre, Papa Alessandro VI. Ma la Soprani ci mostra che Michele Corella era molto di più: non uno spregevole assassino che uccideva per denaro, ma un uomo vissuto dietro le quinte, all’ombra dei grandi che hanno fatto la storia, e senza il quale quella storia stessa non sarebbe potuta essere scritta. Un poeta, il sicario umanista, ma soprattutto un amico fedelissimo, che ha sacrificato tutta la propria vita, la possibilità stessa di avere altre aspirazione, o una moglie, dei figli, altri amici, per il suo migliore amico Cesare. A dispetto della presenza di molte donne (e perfino qualche giovano che altri millantavano potesse essere un interesse romantico) attorno a Corella, tra le quali Lucrezia Borgia e Caterina Riario Sforza – due donne straordinarie, donna-angelo la prima e condottiera indomita la seconda -, che Micheletto ha amato profondamente, si potrebbe quasi dire che Cesare Borgia sia stato il vero amore della sua vita. Un amore fraterno che non ha nulla di sessuale, ma non per questo meno autentico o profondo. Ci vuole coraggio e immenso amore per dedicare la propria vita a una sola persona e prendere su di sé i suoi peccati, diventare la sua arma. Questo era Michele Corella, il confidente, il braccio destro e l’arma di Cesare Borgia. Cesare che è il co-protagonista non dichiarato della storia, il condottiero indomito, il principe senza terra che per il suo sogno era disposto a sacrificare tutto e tutti. Tanto che viene spontaneo chiedersi se l’affetto di Micheletto fosse ricambiato, perché quale uomo chiederebbe a un amico di macchiarsi le mani di sangue per lui in modi tanto indicibili, di sacrificare tutto e anche di più? “Cesare cammina sui sogni”, viene detto a un certo punto, i sogni suoi e altrui. Ma l’affetto di Corella però non era mal riposto, come si ha conferma quasi a ultimo. Ho apprezzato anche gli altri personaggi che girano loro attorno, Lucrezia e Caterina – che ho già nominato – ma anche Sancha e Alfonso d’Aragona, lo splendido Niccolò Macchiavelli, descritto tanto bene che pare quasi il suo famoso ritratto animato, e perfino la breve comparsa di Leonardo Da Vinci. Corella: L’ombra dei Borgia è senz’altro uno dei libri più belli che ho letto quest’anno, e ho passato gli ultimi mesi a consumare la bibliografia di Neil Gaiman, quindi non lo dico cerco con leggerezza!