Category Archives: Frammenti

Capitolo 7, Ottobre, 1499

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«Cesare Borgia cammina sui sogni» affermò Ramiro De Lorqua, alzando lo sguardo verso il cielo serotino. Milano festeggiava i suoi nuovi signori con un’altra notte di baldoria, preferendo concedere con generosità e buona grazia ciò che, altrimenti, sarebbe stato comunque

Prologo, Luglio 1505

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«Cesare possedeva un carisma eccezionale, già allora, ma questo voi lo sapete bene. Incontrandolo si potevano provare solo sentimenti estremi: amarlo subito, e decidere di dedicargli tutta la vita, oppure odiarlo, e fare della sua distruzione il fine ultimo della

Niccolò Machiavelli

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«Scegliere di consacrare la propria vita a voi, alla vostra ambizione, al vostro sogno, è anche questa una scelta, per certi versi più coraggiosa di quella che voi stesso avete compiuto, non vi pare?» Machiavelli godeva del suono della propria voce

Capitolo 8, Marzo, 1500

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«Siete invasato quanto lui, Corella» lo interruppe la donna, sospirando «sebbene brilliate di luce riflessa. Mi chiedo come sarebbe vedervi risplendere della vostra, oscura luce. Ammesso che essa sia davvero oscura» lo studiò per un istante, socchiudendo gli occhi come

Villa Medicea di Castello

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«Voi lo avete conosciuto. Avete scritto di lui.» L’osservazione dell’ambasciatore non colse Machiavelli di sorpresa. Rispose con un sorriso affilato, in parte celato dalle pieghe del cappuccio. «Forse l’ho conosciuto. Forse ho solo immaginato tutto ciò che avrebbe potuto essere

Astorre Manfredi, Capitolo 10. Aprile, 1501

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«Io so cos’è combattere nell’oscurità» […] «Io so cos’è la disperazione di chi combatte una battaglia di cui lui solo conosce la ragione, quando gli altri l’hanno dimenticata. Di chi intuisce l’esito ancora prima di intraprendere l’impresa e tuttavia non

Michele e Ramiro, Capitolo 11. Febbraio 1502

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Le strade erano invase dalle danze, dalle risate, dai canti in un’orgia di vita disperata. Sotto il cielo illuminato a giorno dall’oro delle fiaccole, Ramiro e Michele si erano ritrovati a caracollare lungo l’argine fino al fiume, ebbri, aggrappati l’uno

Caterina Sforza

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Perfino così, distesa a terra, la gonna sollevata a mostrare la sua nudità, l’armatura che le era stata strappata di dosso così come la blusa, il seno coperto di graffi e contusioni, a Michele parve non vinta, non domata. «Vostra

Ancora Corella-vampiro…

da La rinascita di Hermes: Costanza non attese che si fosse allontanato, pronta a fronteggiare la nuova presenza. La catena era scomparsa, come era apparsa, e tutto sembrava quiete e silenzio intorno a lei. Poi, all’ombra di un quercia secolare,

Corella, cap.6

«Ecco le mani del santo e del peccatore, del letterato e dell’assassino… Mani che sanno infondere la vita a un’informe palla di creta, che sanno vergare sulla carta gli accenti dell’anima stessa, e che al contempo possono spezzare, recidere, stritolare