LUNEDÌ 11 GENNAIO 2021

Federica Soprani – Corella – L’ombra del Borgia – Nua edizioni

Nel titolo di questo romanzo di Federica Soprani c’è l’essenza, nota e confermata, del personaggio storico di cui si parla.
Ma, luce ed ombra sono complementari.
E lo sono Michele Corella e Cesare Borgia, due figure che, di fatto appartengono alla Storia, ma per la forza e la durevolezza del loro sodalizio di fiducia, devozione, amicizia, amore, sono ben degne di appartenere anche al mito.
Non è facile parlare, raccontare, di personaggi di cui tutti conoscono le gesta: implica padronanza dell’argomento, passione per lo stesso e voglia di narrare per far conoscere.
E il far veramente conoscere passa per il narrare cosa c’è dietro le azioni per cui si è noti, cioè il vissuto del personaggio.
Ripeto, non è facile, non basta attenersi ai fatti conosciuti, bisogna osare, inventare, ma con la coerenza che proviene dalla conoscenza.
Un personaggio come Michele Corella è complesso, nella sua acquisita semplicità.
Non è facile essere ‘l’ombra di’: implica dedizione e fiducia assolute.
Una bella ombra proviene da una bella luce, attraverso il tramite che le lega.
E il tramite, nel caso di Michele Corella e Cesare Borgia, è costituito dalla conoscenza e dalla stima reciproche, consolidatesi nella loro intera esistenza.
E’ il narrare, il tramite, a sua volta fatto di situazioni, gesti, pensieri, azioni, che ci permette di conoscere l’uomo che si cela, in questo caso, dietro l’ombra.
Un uomo fornito di una luce propria, fulgida quanto quella di colui per il quale ne sacrifica al mondo la visione, ma in grado di assorbirne anche l’ombra.
Michele Corella diventa, allora, il protagonista assoluto, e, nell’impostare il racconto per episodi, che appartengono agli eventi storici, Federica Soprani li descrive facendo prevalere il suo punto di vista, le sue azioni, i suoi sentimenti.
Non è Michele Corella a parlare, ma il lettore guarda con i suoi occhi, si avvicina al personaggio dal di dentro pur rimanendone al di fuori.
Far parlare, in letteratura, non è facile.
Ancora più difficile è far parlare raccontando.
E difficilissimo è raccontare bene, con una scrittura semplice eppure ricca: di immagini, di colori, di dettagli. Ricca, più di tutto, di cose, di fatti, di pensieri, di considerazioni, di attenzione al reale nella licenza letteraria dettata dalla narrazione.
E’ riduttivo, parlare di un bel libro.
Michele Corella è un personaggio non facile da trattare, così come non lo è Cesare Borgia, entrambi relegati ai loro ruoli ‘storici’ dalla Storia.
E’ facile osservare i risultati di certi comportamenti, di certe azioni,, ma provare a capirle, ad interpretarle senza guardare il risultato, lo è molto di meno, e richiede l’immaginazione di una scrittrice.
Far sì che, chi è sempre stato considerato ‘ombra’, nel senso cupo e negativo del termine, abbia la sua importanza nel rapporto di reciprocità; che, chi ha avuto il ruolo di assassino nella manipolazione degli eventi sia stato un esecutore non scevro da considerazioni e rimorsi; che, chi ha fatto della fedeltà ad una persona il suo ideale di essere, alla sua personalità un ideale di vita che, per per quanto impegnativo anche a livello emotivo, non ha cancellato la propria personalità, è un’arte.
Un’arte, nel racconto, in cui pochi riescono, soprattutto quando di tratta di figure non di fantasia, e che Federica Soprani ha usato in maniera magistrale, tirando fuori dall’ombra, propria e altrui, l’uomo Michele Corella.