Commovente tragedia dei vinti raccontata da una maestra della parola

il 3 aprile 2018
Fermo restando che io sono, per mia natura, una lettrice incontentabile, “Corella, l’ombra del Borgia” è in assoluto il miglior romanzo che io abbia letto negli ultimi anni. Lo stile di Federica Soprani, ricercato e barocco, ben si presta a raccontare la parabola discendente del grande vinto della Storia, Cesare Borgia, visto con gli occhi dell’uomo che – per propria volontà – ha passato la vita ad inseguire una chimera non sua, venendo presto dimenticato nei meandri del tempo. La grande forza di questo romanzo è quella di rendere finalmente (!!!) giustizia a non uno, ma due, dei personaggi più bistrattati dalla memorialistica (storica o romanzata) rendendoli meritevoli di una compassione che raramente filtra in altre opere ambientate nella stessa epoca. Michele, sicario e umanista, diventa così una figura estremamente umana, un personaggio cosciente di sé stesso, ma che sacrifica la propria anima in favore di Cesare, al quale è legato da profondo affetto malgrado le nefandezze che si costringe a compiere nel suo nome.
Impossible non commuoversi di fronte alla vita di un uomo che pochi ricordano, ma che il mondo merita di conoscere… soprattutto quando sostenuto da una scrittura così magistrale.