Recensione di Babette su Babette legge per voi

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1505, prigioni di Castel Sant’Angelo.
Le pareti della cella stillavano un’umidità antica, che precipitava in gocce fredde sul pavimento. Acqua sporca, gravida di ogni sozzura accumulata ai piani superiori, che laggiù si raccoglieva in pozzanghere maleodoranti, incapace di cadere più in basso.
…”Che cosa vi hanno fatto povero Michele?”
Chi parla è Niccolò Machiavelli, segretario della Seconda Cancelleria della Repubblica fiorentina. Chi ascolta è Michele Corella, detto Michelotto, detto Boia di Valentino. Colui che per tredici anni è vissuto all’ombra di Cesare Borgia, figlio del papa.
Michele è stato un esecutore degli ordini di Cesare, ha abbandonato i propri sogni e le proprie speranze per vivere all’ombra spietata e crudele del suo signore. Un assassino. Freddo e calcolatore. Un’ombra che segue i passi di Cesare. Tutti lo conoscono, tutti lo temono. Un’arma di carne, di ossa, di muscoli.
E il cuore? Ha un cuore Corella? Federica Soprani ne fa un personaggio pieno di contrasti: morte e amore.
L’amore per Lucrezia, la sorella di Cesare: una donna irraggiungibile e forse per questo adorata con struggimento. L’amore per Caterina Riario Sforza: una donna terrena, che può essere raggiunta e desiderata con l’anelito della carne.
La morte di innumerevoli esseri umani: corpi senza vita che lastricano la strada dell’ambizioso Cesare verso il potere.
Tredici anni, dicevamo. Durante i quali sembra avverarsi il sogno di Cesare Borgia: la creazione di un dominio personale nelle Romagne. Un regno. Questo sogno, però, muore insieme al papa Alessandro VI.
Privo dell’augusto protettore, Cesare rimane da solo. Tutti gli hanno voltato le spalle, alla ricerca di nuovi padroni. Tutti, ma non Michele Corella.
 È sempre Machiavelli che parla: “Ci vuole un gran coraggio a seguire i propri sogni, a giocare il tutto per tutto per realizzarli, ma ce ne vuole ancora di più a mettere in gioco la propria stessa esistenza in nome di un sogno non nostro”.
Imprigionato e torturato, Michele si rifiuta di rivelare ciò che sa di Cesare Borgia, fedele fino all’ultimo respiro a colui che ha seguito e servito per tanti anni. Tradire la fiducia che Cesare ha sempre riposto in lui significherebbe tradire se stesso e tutta la propria vita; significherebbe togliere significato alle proprie azioni, anche a quelle più efferate.
Federica Soprani ci consegna un eroe oscuro; ci guida attraverso la psicologia del personaggio e la spoglia di ogni orpello per giungere al nucleo pulsante di desiderio, di speranza, di rabbia.
L’autrice nutre il proprio romanzo con una prosa ricca, di cui si serve per costruire un quadro potente, vivido di mille colori: un affresco storico che ci coinvolge e ci affascina. Assimila una profonda ricerca e ne fa cornice di questo quadro. Un lavoro attento e paziente. Minuzioso.

Cinque stelline.

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