Recensione: Eliza su La biblioteca di Eliza

copertina_def

Fonte

“Corella. L’ombra del Borgia” di Federica Soprani

Buon sabato amici lettori!
Oggi vi propongo una nuova recensione. Ho appena finito Corella. L’ombra del Borgia di Federica Soprani. Avevo già avuto modo di leggere e recensire i primi due libri della serie Victoria Solstice, scritti dalla stessa Federica insieme a Vittoria Corella (QUI la recensione del primo, QUI quella del secondo) e mi ero veramente appassionata ad entrambi. Corella. L’ombra del Borgia ha partecipato e vinto il primo Premio Letterario Mondoscrittura, e quindi è stato pubblicato in ebook e cartaceo da Edizioni Mondoscrittura, che mi ha gentilmente inviato una copia da poter recensire.

RECENSIONE
Mi aspettavo un romanzo d’avventura, con assedi, spie, veleni; mi aspettavo la storia di un’Italia spezzettata e piegata dalle continue conquiste. Ebbene, questo romanzo è questo e molto di più. Federica Soprani riesce, con una certa maestria, ad accompagnarti nella vita di un uomo che ha fatto la Storia, pur rimanendo nell’ombra, che ha ucciso, torturato e spiato, ma anche amato e difeso con tutto il cuore. Michele Corella è fin dalla giovinezza il braccio destro di Cesare Borgia, amico fedele, quasi un fratello. Per lui Michele fa e farebbe qualsiasi cosa, basta un cenno o uno sguardo tra i due.
Il romanzo è una biografia romanzata, ma anche un sapiente spaccato dell’Italia tra ‘400 e ‘500, divisa e contesa dalle varie potenze europee, piagata da guerre, e invasioni.  Ripercorriamo la vita del Borgia, dalla giovinezza pisana, alla porpora cardinalizia, dal sogno di un’Italia unita sotto il suo potere alla decadenza. Accanto al Valentino troviamo sempre, silenzioso, Corella, che mette da parte la sua stessa vita per il bene dell’amico-padrone, allontanandosi dalla famiglia, dagli amici, ma anche da un inaspettato amore. Le vicende storiche note sono rese in maniera dettagliata e vivida, ricreando battaglie, assedi, ma anche lotte e intrighi di potere. La storia nascosta, la vita poco nota del Corella, ma anche i lati oscuri della corte pontificia sono frutto di fantasia, ma realizzata in maniera molto coerente col contesto, tanto da non far notare stacchi o parti scricchiolanti. Questo è dovuto anche ad una grande padronanza del linguaggio da parte dell’autrice. E’ un romanzo mai banale, ben progettato e ben realizzato, che porta il lettore nella storia, e propone una vera analisi psicologica di un personaggio molto discusso. Si aprono qua e là delle vere e proprie finestre filosofiche, in cui Corella si questiona sull’amicizia, il potere, l’amore, la morte. E proprio la morte è una tematica molto forte: Corella si descrive a volte come un angelo della morte, a volte come un suo bislacco burattino, un giocattolo con cui la Signora con la falce si trastulla.
Ho apprezzato ogni dettaglio, e soprattutto ogni descrizione, mai pesante!

Voto…

 

Leave a Reply