Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli

«Scegliere di consacrare la propria vita a voi, alla vostra ambizione, al vostro sogno, è anche questa una scelta, per certi versi più coraggiosa di
quella che voi stesso avete compiuto, non vi pare?»
Machiavelli godeva del suono della propria voce con una voluttà evidente, quasi palpabile.
Michele lo ascoltava attento, consapevole che era di lui che stava parlando, della sua vita e di ciò in nome di cui aveva scelto di viverla.

«Ci vuole un gran coraggio a seguire i propri sogni, a giocare il tutto per tutto per realizzarli, ma ce ne vuole ancora di più a mettere in gioco la propria stessa esistenza in nome di un sogno non nostro. Richiede un’immensa fiducia, e un’immensa fede, ne converrete» concluse Machiavelli.

Sorrideva, come chi conoscesse un segreto grande come il mondo e fosse disposto a rivelarne solo una briciola per volta, a centellinarlo per orecchie
avide.

Recensione: Drusie su La biblioteca di Drusie

Recensione: Drusie su La biblioteca di Drusie

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“Cesare cammina sui sogni”
Questa frase, posta circa a metà del libro, mi ha colpita, perché mi ha fatto comprendere quale fosse una delle cose che apprezzavo di più di questo romanzo: la sensazione che si trattasse di sogni.
Io non amo molto i romanzi storici, ma grazie alla particolare struttura di quest’opera, il tutto scorre via molto piacevolmente. La Soprani, infatti, ha preferito dedicare ogni capitolo ad un anno, ma non a tutto l’anno, bensì ad un particolare momento all’interno di questo, riuscendo così a dare continuità alla trama senza appesantirla. Ottimo il ricorso ai flashback che raccontano, in poche esaustive parole, ciò che accade tra un capitolo e l’altro, permettendo di seguire la storia, senza dimenticare ciò che stanno facendo i personaggi in quel momento.
I ‘momenti’ selezionati, non hanno particolare risonanza storica e questo permette all’autrice di indagare i pensieri del protagonista senza che la sua figura venga offuscata da quelle più note e ingombranti di Cesare e Lucrezia Borgia, del Papa, di Giuliano della Rovere e di quanti altri si agitavano sulla scena in quegli anni.
Pur non essendo appassionata di storia, la conosco abbastanza da notare che i riferimenti sono precisi e che non ci sono particolari licenze di scrittura. Non nei fatti almeno. Nei pensieri il discorso magari cambia, ma viene comunque rispettato il carattere che libri e saggi ci hanno tramandato.
Nonostante la terza persona, ci sono punte altamente introspettive del protagonista e la scena in generale, non si sposta mai da lui, facendone quasi un narratore che si osserva dall’esterno. Questo connubio conferisce al tutto il fascino di un’opera di fantasia, affascinando il lettore che si ritrova ben lontano dalla pesantezza di alcuni lavori storici, pur senza perderne il pregio.
Finale inevitabile, in quanto la storia è storia, ma preparato da un momento positivo e scritto in poche brevi righe, quasi a voler tacere la fine di una figura così oscura eppure così preziosa.

Personaggi: Esattamente come l’autrice, decido di parlare del solo Michele Corella. Un po’ perché sugli altri personaggi è stato scritto anche troppo, un po’ perché questo è un libro a lui dedicato ed è quindi giusto che ottenga tutta la scena e le attenzioni. Micheletto, di cui avevo sentito parlare, senza approfondire, si è rivelato un personaggio poetico e affascinante. Colto, raffinato, capace di riflessioni profonde, è anche un terribile assassino che non si rifiuta mai e esegue sempre gli ordini senza protestare. Non importa ci che questo causa al suo animo. Assistiamo impotenti ai suoi dubbi, alle sue incertezza, al suo cammino affianco alla morte, sapendo di non poter fare niente, ma continuando a sperare che qualcosa cambi. Cambia troppo tardi, ma almeno gli ultimi anni della sua vita sembrano essere più sereni.
Ciò che colpisce di più, però, è la sua assoluta fedeltà a Cesare Borgia. Forse in certi momenti dubita di alcune scelte, talvolta prova anche ad esprimere il proprio dubbio, ma alla fine ciò che Cesare ordina, lui esegue. Al di là della razionalità o meno della cosa, ho apprezzato questo aspetto.

Stile: Poetico e raffinato. La scelta delle parole, soprattutto nei pensieri e nelle descrizioni, crea una musicalità dolce nelle frasi che accompagna il lettore senza annoiarlo. Stessa cosa per la prevalenza dell’aspetto introspettivo su quello storico. Ottime tutte le tempistiche, dalla lunghezza dei flashback, a quella delle descrizioni e delle riflessioni. Buone per essere incisive e per farsi ricordare, senza distrarre troppo dal momento attuale che si sta leggendo.
Ottimo italiano, registro tendente all’alto (ma comprensibile da tutti), un solo refuso (notato probabilmente perché unico).

Giudizio finale complessivo: Un romanzo storico che mi ha affascinata (e talvolta quasi commossa) e tenuta con il fiato sospeso fino alla fine. Sapevo come sarebbe finito (la storia quella è), eppure fino all’ultimo ho sperato in quel famoso cambiamento. Per la prima volta non sono stata oppressa da fatti e date, ma piacevolmente intrattenuta da disquisizioni interessanti e pensieri profondi.
Ho apprezzato moltissimo i salti da un anno all’altro che hanno velocizzato la mia lettura. Ho avuto l’impressione di trovarmi davanti una serie di brani, leggibili anche da soli, ma che in ordine e tutti assieme hanno formato un bel racconto.
Ottima anche la scelta di non inserire descrizioni forti tendenti allo splatter o all’hard. Tutto molto pacato, elegante e raffinato. Un po’ come Corella.
Voto: 9/10

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“Corella. L’ombra del Borgia” di Federica Soprani

Buon sabato amici lettori!
Oggi vi propongo una nuova recensione. Ho appena finito Corella. L’ombra del Borgia di Federica Soprani. Avevo già avuto modo di leggere e recensire i primi due libri della serie Victoria Solstice, scritti dalla stessa Federica insieme a Vittoria Corella (QUI la recensione del primo, QUI quella del secondo) e mi ero veramente appassionata ad entrambi. Corella. L’ombra del Borgia ha partecipato e vinto il primo Premio Letterario Mondoscrittura, e quindi è stato pubblicato in ebook e cartaceo da Edizioni Mondoscrittura, che mi ha gentilmente inviato una copia da poter recensire.

RECENSIONE
Mi aspettavo un romanzo d’avventura, con assedi, spie, veleni; mi aspettavo la storia di un’Italia spezzettata e piegata dalle continue conquiste. Ebbene, questo romanzo è questo e molto di più. Federica Soprani riesce, con una certa maestria, ad accompagnarti nella vita di un uomo che ha fatto la Storia, pur rimanendo nell’ombra, che ha ucciso, torturato e spiato, ma anche amato e difeso con tutto il cuore. Michele Corella è fin dalla giovinezza il braccio destro di Cesare Borgia, amico fedele, quasi un fratello. Per lui Michele fa e farebbe qualsiasi cosa, basta un cenno o uno sguardo tra i due.
Il romanzo è una biografia romanzata, ma anche un sapiente spaccato dell’Italia tra ‘400 e ‘500, divisa e contesa dalle varie potenze europee, piagata da guerre, e invasioni.  Ripercorriamo la vita del Borgia, dalla giovinezza pisana, alla porpora cardinalizia, dal sogno di un’Italia unita sotto il suo potere alla decadenza. Accanto al Valentino troviamo sempre, silenzioso, Corella, che mette da parte la sua stessa vita per il bene dell’amico-padrone, allontanandosi dalla famiglia, dagli amici, ma anche da un inaspettato amore. Le vicende storiche note sono rese in maniera dettagliata e vivida, ricreando battaglie, assedi, ma anche lotte e intrighi di potere. La storia nascosta, la vita poco nota del Corella, ma anche i lati oscuri della corte pontificia sono frutto di fantasia, ma realizzata in maniera molto coerente col contesto, tanto da non far notare stacchi o parti scricchiolanti. Questo è dovuto anche ad una grande padronanza del linguaggio da parte dell’autrice. E’ un romanzo mai banale, ben progettato e ben realizzato, che porta il lettore nella storia, e propone una vera analisi psicologica di un personaggio molto discusso. Si aprono qua e là delle vere e proprie finestre filosofiche, in cui Corella si questiona sull’amicizia, il potere, l’amore, la morte. E proprio la morte è una tematica molto forte: Corella si descrive a volte come un angelo della morte, a volte come un suo bislacco burattino, un giocattolo con cui la Signora con la falce si trastulla.
Ho apprezzato ogni dettaglio, e soprattutto ogni descrizione, mai pesante!

Voto…

 

Recensione: Drusie su La biblioteca di Drusie

Recensione: Aquila Reale su Penna d’oro

Fonte

Cari lettori,
oggi voglio invitarvi a leggere una biografia narrata con maestria attraverso un percorso ricco di personaggi, eventi, alleanze e giochi di potere. Si tratta di
“Corella. L’ombra del Borgia” 
di Federica Soprani, Edizioni Mondoscrittura per la Collana “La Macchina del tempo”.
 

STILE: 10

STORIA: 9
COPERTINA:9
Siamo nel 1505, Castel Sant’Angelo, le prigioni:

“Le pareti della cella stillavano un’umidità antica, che precipitava in gocce fredde sul pavimento. Acqua sporca, gravida di ogni sozzura accumulata ai piani superiori, che laggiù si raccoglieva in pozzanghere maleodoranti, incapace di cadere più in basso”.

 …”Che cosa vi hanno fatto povero Michele?”

Inizia così il romanzo di Federica Soprani che narra di un’anima divisa tra l’amore per la letteratura, per la poesia e l’ammirazione incondizionata verso i Borgia, in modo particolare verso Cesare Borgia. Si tratta di Corella, si tratta di un incontro tra Cesare e Michele che avrebbe segnato le loro vite caratterizzate da passioni e morte.

 

“E sia come dici, Michele Corella, tu che con le parole convinceresti il diavolo a consegnarti le chiavi dell’inferno. Io sarò tutto ciò che vorrò essere e tu sarai con me, al mio fianco, in terra, in cielo o ovunque i miei passi mi porteranno”.

Micheletto è un freddo e spietato esecutore di ordini, un anticipatore dei desideri di vendetta di una famiglia potente, è il “sicario umanista”. Micheletto è soprattutto un uomo che ha abbandonato i propri sogni per seguire un sogno non suo, vivendo all’ombra di altri. Il suo “signore” è Cesare Borgia, uomo impulsivo, egoista, privo di scrupoli, assetato di potere.

Corella è l’ombra che tutti conoscono e temono, è l’uomo senza remore, ma è anche una persona che ama, che prova sentimenti forti riuscendo a segregarli in un angolo del suo cuore di cui la “Morte” non possiede le chiavi. Micheletto ama Lucrezia Borgia “struggendosi per un ideale puro e irraggiungibile” e desidera Caterina Riario Sforza perché lei “dava voce e forma al desiderio della carne. Era l’anelito dell’anima che si confondeva, nell’oblio dei sensi…”
Caterina donna forte e coraggiosa con idee ben solide:

“Posso solo augurarmi di essere d’esempio per altre donne che verranno dopo di me. Costrette a rammollirsi nel latte dell’apparente rassegnazione femminile, mentre i loro mariti e padri compiono le più ignobili angherie”.

Tra alleanze, assedi e scontri cruenti, il sogno di Cesare sembra avverarsi: edificare in Romagna un proprio regno è ciò che desidera, nulla e nessuno lo può fermare. Nessuno? Il giorno in cui muore il Papa Alessandro VI, suo padre, è l’inizio della fine per i Borgia. Tutti voltano le spalle alla famiglia Borgia, tutti tranne Corella di cui Machiavelli tesse le lodi dicendo:

“Ci vuole un gran coraggio a seguire i propri sogni, a giocare il tutto per tutto per realizzarli, ma ce ne vuole ancora di più a mettere in gioco la propria stessa esistenza in nome di un sogno non nostro”.

Senza alcun dubbio Michele ha, in piena libertà, fatto le sue scelte di vita basandosi su una fiducia e una fede in Cesare, senza limiti. Anche quando, in prigione, Micheletto viene torturato affinchè rivelasse notizie preziose su Cesare, egli tace. In cuor suo sa che non avrebbe mai rinnegato un solo si pronunciato in nome dei Borgia. Tradire “il suo signore” avrebbe significato tradire se stesso, la propria esistenza.

Questo romanzo, ammalia il lettore, lo guida attraverso i meandri dell’animo umano dove si nascondono sopite verità. L’autrice, con penna mirabile, conduce un’investigazione psicologica che vuol farci conoscere “il boia del Valentino” sotto un altro aspetto. Mi piace l’uso superbo che Federica fa dell’aggettivazione, mostrando una padronanza di linguaggio davvero notevole. Le descrizioni, mai banali, affascinano e le parole sono scelte con cura per creare una cornice perfetta di un ritratto difficile, infatti poco si sa di Corella. Si percepisce subito, nella cura dei dettagli, un profondo e preciso lavoro di ricerca che l’autrice ha svolto, con amore, tra la documentazione storica.
Tuttavia la scrittrice non si è limitata a riportare notizie certe, sul canovaccio del reale ha intrecciato i fili della sua immaginazione creando un affresco storico emotivamente coinvolgente. Anche se nulla sapete dei Borgia, questo romanzo vi farà vivere momenti di dolcezza intercalati dalla violenza. E’ la Storia del passato che rivive nel presente con sentimenti vivi e struggenti a dimostrazione del fatto che la Storia è un racconto senza tempo.
“Corella” è il vincitore della prima edizione del Premio Letterario Mondoscrittura. Vorrei, anche, farvi notare la cover del libro: un’immagine suggestiva che ben rispecchia la personalità dello sgherro Corella. Complimenti a Monia Zanetti autrice dell’illustrazione.
Ora vi lascio salutandovi come farebbe l’illustre Federica:
“Madonne e Messeri,

onori e ossequi”.

Recensione: Drusie su La biblioteca di Drusie

Recensione: Luca Sanguinetti su Gli amanti dei libri

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Il romanzo di questa scrittrice emergente ci fa rivivere la storia della famiglia Borgia che, fra la fine del 15° e l’inizio del 16° secolo, tentò di dominare l’Italia attraverso guerre, alleanze, tradimenti ed omicidi. Gli eventi storici della famiglia catalana che unì il potere spirituale con quello temporale, del Papa Alessandro VI e del suo famoso figlio Cesare sono noti, sia attraverso saggi (il famoso Principe di Machiavelli infatti s’ispirava alla figura di Cesare Borgia detto il Valentino), sia in  romanzi e fiction televisive, ma questa volta le vicende vengono narrate da Miguel Corella, il sicario di Cesare Borgia.

L’azione inizia nel 1505 quando Corella, prigioniero nelle carceri di Castel Sant’Angelo, racconta al fiorentino Niccolò Macchiavelli le sue vicende legate a stretto filo con quelle della famiglia catalana.  Miguel era una persona complessa: nello stesso tempo umanista, poeta, amante del bello e delle arti, ma anche uno spregiudicato assassino. Il titolo ne spiega molto bene la figura. L’ amicizia, o perfino amore, per Cesare lo portò a diventare la sua ombra, sacrificando tutta la propria vita per seguirne il suo destino. La piena sottomissione a Cesare Borgia così viene sottolineata: “I tuoi peccati sono i miei peccati, Cesare….finchè io sarò vivo, le mie mani saranno le tue, per raccogliere i peccati, quelli compiuti e quelli solo desiderati. Io li accoglierò in me, tu li monderai. Nessun inferno potrà inghiottirti, nessun paradiso reclamarti, se non sarai tu a volerlo” (pag. 81).

Nel seguire la vita di questo sicario comprendiamo anche meglio il personaggio di Cesare Borgia, uomo dominato dal desiderio di realizzare imprese impossibili, sia in guerra che in amore, un personaggio inquieto ingabbiato dai piani del padre e papa, Rodrigo Borgia. Cesare aveva il desiderio di dominare e riunire sotto il suo comando l’Italia intera, non si fidava di nessuno, neppure dei suoi alleati, tanto che spesso li faceva ammazzare dal suo fidato sicario.

I salti temporali che si susseguono  nel corso del breve romanzo scandiscono i moti dell’animo del sicario. Quello che è importante per l’autrice non è la storia in sè, quanto delineare il profondo legame di Corella con Cesare, assetato di potere , fama e sangue.

La scrittura della Soprani è asciutta ed essenziale. Le frasi sono brevi, per delineare con poche parole i personaggi che vuole sottolineare. La peculiarità di questo romanzo è la finezza con cui la psicologia ed il dramma interiore del protagonista vengono descritti. Corella non è un freddo sicario, ma una persona che sacrifica sè stesso per il bene del suo amico, negandosi ogni amore e perdendo anche la propria anima. Ogni volta che dovrà compiere un omicidio soffrirà; con il passare del tempo le divergenze con Cesare aumenteranno e i dissidi interiori cresceranno.

Ho trovato geniale, infine,  il fatto che l’autrice abbia inserito nel romanzo il dialogo con l’ambasciatore e scrittore fiorentino Machiavelli, perchè ciò ci permette di scoprire l’altra faccia del sicario, ovvero il suo amore per le arti, la poesia e le lettere.