da admin | Ott 15, 2014 | News

Su Lucrezia Borgia è stato detto tutto e il contrario di tutto: da perversa avvelenatrice licenziosa e spudorata si è traformata nei secoli, anche grazie a nuove scoperte storiografiche, in martire quasi da santificare, ma probabilmente, come in genere accade in questi casi, la verità sta nel mezzo.
Di sicuro non dovette essere facile per questa bella fanciulla dai capelli biondissimi nascere e crescere in una famiglia come la sua, schiacciata come fu dalla abominevole personalità del padre, papa Alessandro VI e del fratello, il perfido Cesare, uomini il cui nome è rimasto fortemente impresso nella Storia per la portata delle nefandezze compiute; se non del tutto, Lucrezia fu certamente in parte vittima del clima di violenza e sopraffazione in cui fu costretta a vivere.
Divenuti già per i contemporanei la personificazione stessa del Male, al punto che la raffigurazione del demonio assunse all’epoca le sembianze del toro, simbolo della famiglia, ai Borgia furono attribuiti i peggiori crimini, in parte reali, in parte frutto della fantasia popolare, alimentata anche dal sentimento di odio crescente che si levava dagli strati più bassi della società e dalla cattiva propaganda nemica.
Si mormorava che tra le mura dei palazzi del potere a Roma accadessero oscenità impossibili da immaginare e raccontare; qualcuno disse che la sera del 31 Ottobre 1501 si fosse svolto in Vaticano un sabba satanico in cui Alessandro VI e la figlia Lucrezia avevano danzato in onore del Diavolo circondati da prostitute nude che si muovevano lascive sotto le luci soffuse delle candele; ufficialmente si trattava della “festa delle castagne” istituita da Cesare, in cui le donne si chinavano fino a raccogliere con la bocca le castagne per terra, ma in realtà nascondeva altri intenti.
La fama dei Borgia era pessima ed ingigantita, ma la loro attitudine alle orge e a strani rituali era del tutto reale. (Foto: larepubblica.it)
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da admin | Ott 15, 2014 | News
Si sa che sul conto di Lucrezia Borgia, figlia di papa Alessandro VI e sorella, tra gli altri, del famigerato Cesare, furono dette, fin da quando era ancora una fanciulla, cose tremende, alcune reali, altre, la maggior parte, del tutto infondate o comunque mai provate.
Nel 1498 si sparse la voce che la donna, fresca di separazione da Giovanni Sforza, avesse dato alla luce un figlio illegittimo, solo che stavolta era vero e i metodi per tentare di arginare il sorgere dell’ennesimo scandalo furono, come al solito, quelli tipici dei Borgia.
Il bambino era figlio di un giovane uomo di fiducia del pontefice, lo spagnolo Pedro Calderòn, il cui corpo venne ripescato dalle acque del Tevere pochi giorni prima del parto; inutile chiedersi chi avesse commissionato l’atroce misfatto, trattandosi per Cesare Borgia di un comportamento divenuto ormai di routine: chiunque lo intralciasse, o semplicemente non gli piacesse, veniva barbaramente assassinato (http://www.pilloledistoria.it/3316/storia-moderna/cesare-borgia-fa-assassinare-cognato-marito-lucrezia).
In una bolla emessa tre anni dopo l’accaduto, Alessandro VI si dichiarò espressamente padre del bambino, alimentando così le chiacchiere malevole da tempo esistenti ed insistenti a proposito di incesto; sembrerebbe tuttavia, anche se il condizionale è d’obbligo quando ci si riferisce alla famiglia più depravata del Rinascimento italiano, che egli avesse solo intenzione di proteggere la reputazione già compromessa della figlia prima del suo matrimonio con il duca di Ferrara (Foto da: wikipedia.org).
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da admin | Ott 15, 2014 | News
Quanto il maschilismo dell’epoca può aver influito sul giudizio storico negativo che per secoli ha riguardato la figura di Lucrezia Borgia?
Non poco, certamente.
Avvelenatrice incallita, lussuriosa al limite della patologia, perfida, intrigante, amante del potere e del lusso, non esiste un’accusa che non sia stata mossa nei confronti della bionda figlia di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia.
Eppure uno studio più attento delle fonti documentarie e la scoperta di nuove carte, ci restituiscono di questa donna un’immagine diversa, sicuramente più umana e più vicina a quella della vittima piuttosto che del carnefice.
La ragazza patì sicuramente la triste e fosca fama del casato al quale apparteneva, una nomea meritata si, ma l’essere stata figlia e sorella di uomini spietati non è colpa che possa essere attribuita a Lucrezia, così come essa indiscutibilmente pagò la propria presenza in Vaticano, un luogo da sempre interdetto, sebbene solo ufficialmente, al gentil sesso.
Tra i membri del clero non furono in pochi a restarne scandalizzati, soprattutto perché Lucrezia, con assoluta naturalezza e nonchalance, era solita comportarsi esattamente al pari degli uomini, senza distinguersi da loro più di tanto; un’abitudine che destò un certo scalpore, tra le tante, fu quella di “osare” occupare, insieme alle proprie dame di compagnia, il coro della Basilica di San Pietro, dove mai si erano viste donne in precedenza.
Qualcuno infine insinuava che il papa, quando era costretto ad assentarsi per un viaggio o un impegno ufficiale, lasciasse l’onere di gestire le questioni di governo proprio alla figlia, una condotta intollerabile per la mentalità del tempo.
Che poi Lucrezia fosse intelligente, colta e assolutamente capace di adempiere ai propri doveri, costituiva un particolare senza rilevanza (Foto da: wikipedia.org).
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da admin | Ott 15, 2014 | News
I Borgia e l’Incesto: Verità o Menzogna?
Tra le numerose accuse mosse nei confronti dei Borgia da contemporanei e storici, molte fondate, alcune presunte, altre ancora del tutto inventate, la più grave è probabilmente quella di incesto, che avrebbe coinvolto Alessandro VI, Cesare e Lucrezia, i quali avrebbero ripetutamente intrattenuto rapporti intimi nonostante lo strettissimo vincolo di sangue.
L’imputazione è di una gravità assoluta e merita pertanto un’analisi attenta alla luce di documenti e testimonianze.
Innanzitutto, come nacque la voce e perché?
A parlare per primo apertamente di incesto fu Giovanni Sforza, marito di Lucrezia liquidato senza troppi complimenti, il quale dichiarò che il papa avesse annullato le nozze non “per altro che per usar con lei”, un’affermazione esplicita che non necessita di ulteriori spiegazioni.
Ma suffragata da cosa?
In realtà da nulla e la maggior parte di storici e biografi è infatti propensa a ritenerla piuttosto una vendetta nei confronti della famiglia che aveva deciso di sostituirlo con un partito migliore.
Ma ormai la chiacchiera era stata messa in giro e il danno era fatto: i tanti nemici dei Borgia la arricchirono di particolari scabrosi paventando scenari di inaudita peccaminosità, alimentando in tal modo la già fosca fama del casato.
Va pure riconosciuto che gli stessi membri di questa singolare famiglia contribuirono non poco a peggiorare la situazione con scelte al limite dell’incredibile: come leggere altrimenti la dichiarazione contenuta addirittura in una bolla da parte di Alessandro VI di essere il padre del bambino che Lucrezia aveva avuto nel 1498?
Come poteva essere visto e considerato un papa che diventava padre del figlio di sua figlia?
Non era vero (http://www.pilloledistoria.it/3633/storia-moderna/figlio-segreto-lucrezia-borgia), ma il fatto di certo non giovò alla già compromessa nomea di cui i Borgia godevano presso la comunità (Foto da: wikipedia.org).
da admin | Ott 15, 2014 | News

Di Lucrezia Borgia, chiacchieratissima figlia di papa Alessandro VI e sorella del famigerato Cesare, ci sono giunti pochi ritratti, tutti concordi nel raffigurarla bionda, sottile e aggraziata, ma solo uno che la immortala nelle vesti di santa, quello dell’artista Bernardino di Betto Betti, sicuramente più noto come Pinturicchio.
L’affresco in questione, dal titolo Disputa di Santa Caterina, si trova in Vaticano, nell’appartamento dei Borgia; Lucrezia è la figura posta esattamente al centro della scena, in posizione eretta, in atteggiamento gentile e solenne.
L’episodio è quello in cui Santa Caterina (IV sec. d.C.), che nell’opera è impersonata dalla giovane principessa, sfida in una complessa disputa teologica cinquanta filosofi pagani ad Alessandria d’Egitto, argomentando con grande competenza e saggezza le proprie tesi, prima di essere martirizzata dall’imperatore romano Massimino Daia, al cui cospetto la donna si trova senza mostrare timore o vergogna.
Se accostare Lucrezia ad una santa vergine e martire appare giustamente come un eccesso scaturito dalla necessità del pittore di incensare la famiglia Borgia, lo stesso non si può dire delle altre caratteristiche che della donna l’opera intende evidenziare, ovvero l’intelligenza, la cultura e l’eloquenza, doti che appartennero davvero a Lucrezia, come diverse fonti attestano, sebbene siano state oscurate per secoli dalla fama buia e sinistra che ha riguardato, non a torto, l’intero suo casato di appartenenza (Foto da: wikipedia.org).
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